Goji, il diamante rosso
Goji, il diamante rosso

Dalle bacche di Goji, la formula antiossidante per una pelle più giovane.

È un inno prezioso che viene da luoghi lontani quello del Goji e delle sue perle rosso rubino che brillano al sole con tutta la loro vivacità e si lasciano gustare appena colte con un sapore che ricorda l’incrocio tra fragola e lampone. I frutti del Goji sono un dono che la natura ha riservato oltre 2000 anni fa alle terre d’Oriente, tra le valli dell’Himalaya, le imponenti distese della Cina e i paesaggi incontaminati della Mongolia.

Intro Goji
Diamante rosso

DIAMANTE ROSSO

Il tesoro noto come “Diamante Rosso”ha ben presto conquistato anche il cuore dell’Occidente grazie al suo riconosciuto valore antiossidante e vitale.

La tradizione millenaria di questo frutto incontra ora il desiderio di idratazione, protezione, freschezza e tonicità dell’epidermide: dalla ricerca de L’Erbolario, tutta la raffinata e succosa espressività del Goji si declina in una linea di prodotti biologici certificati secondo i rigorosi criteri dello standard europeo COSMOS ORGANIC.

Una storia di benessere

Una storia di
benessere e bellezza

Quella del Goji è una storia di benessere e bellezza protagonista di miti e al centro di racconti appassionati. Spesso i frutti del Goji vengono ricondotti al nome di Shen Nung, leggendario primo imperatore della Cina che visse intorno al 2800 a.C., considerato il padre dell’agricoltura cinese e inventore dell’agopuntura.

Una leggenda affascinante

È dell’800 d.C. la leggenda più affascinante:

in un tempio buddista, in Tibet, si trovava un pozzo, circondato da arbusti di bacche di Goji.

I frutti spesso cadevano nel pozzo e rilasciavano nell’acqua tutte le loro preziose virtù donando, a chi vi attingeva, benessere, bellezza ed energia.

Albero del Tè

Albero del Tè del Duca di Argyll

Mentre in Cina l’utilizzo delle bacche risale alla notte dei tempi, la comparsa in Europa Occidentale della pianta di Goji è relativamente recente: autorevoli botanici ritengono che si sia insediata in Europa intorno al 1740 grazie al Duca di Argyll, potente signore scozzese che la battezzò con il nome di “Albero del Tè del Duca di Argyll”.

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